venerdì 4 novembre 2016

Step 12: In cucina!

Crostata al limone e fiordaliso

Uno strato di frolla friabile nasconde l’intenso profumo della marmellata di limoni addolcito dalla crema al fiordaliso.



Ingredienti:
500 g di pasta frolla
marmellata di limoni
300 g di crema pasticcera
1 cucchiaio di petali di fiordaliso essiccati

Per la preparazione della crema pasticcera:
160 g di latte
40 g di panna
3 tuorli
60 g di zucchero
13 g di amidi totali

Esecuzione:
Preparazione crema pasticcera:
Porre i tuorli in un contenitore adatto a montarli . Unire lo zucchero e montare fino ad avere una consistenza spumosa. Unire l’amido di mais e di riso alla fine montando ancora per qualche secondo. Le uova alla fine dovranno risultare chiare e spumose.
Nel frattempo mettere a bollire, preferibilmente in un pentolino antiaderente, il latte con la panna.
A ebollizione, unire al latte la montata di uova e far cuocere per 1 minuto circa, quando ai bordi della montata si vedono delle bollicine mescolate con la frusta si otterrà la consistenza della crema in pochi secondi.
Far raffreddare velocemente la crema, a bagnomaria con acqua e ghiaccio, oppure in freezer, dopo averla coperta a contatto con una pellicola.

Preparazione crostata:
Lavorare velocemente la frolla per renderla nuovamente elastica, stenderla ed adagiarlaa nella teglia da crostata eliminando i bordi in eccesso. Farcire la crostata con la marmellata di limoni, lo strato di marmellata non dovrà essere spesso, bastano 3-4 millimetri. Mettere a cuocere la crostata in forno già caldo a 180°C per circa 20 minuti.

Trascorsi i venti minuti estrarre la crostata e farcirla con la crema pasticcera al fiordaliso e rimettere in forno per altri 10-15 minuti. Una volta cotta, estrarre la crostata dal forno lasciandola intiepidire per alcuni minuti poi decorare la superficie della crostata al limone e fiordaliso con dei petali di fiordaliso. Servire fresca di frigorifero.

Step 11: Verba volant scripta manent

Per questo post ho fatto una ricerca tra vari documenti in cui viene citato il blu fiordaliso. Questa tonalità prende il nome dal fiore. Quindi ho concentrato la mia ricerca sulla parola "fiordaliso".

Uno dei francesismi (fleur de lis) assimilati dalla lingua dei primi secoli con l'usuale senso di "giglio", compare due volte nella Divina Commedia nel cantico de "Purgatorio".

In particolare:

CANTO XX
O avarizia, che puoi tu più farne,
poscia c'ha' il mio sangue a te sì tratto,
che non si cura de la propria carne?
Perché men paia il mal futuro e 'l fatto,
veggio in Alagna intrar lo fiordaliso,
e nel vicario suo Cristo esser catto.
Veggiolo un'altra volta esser deriso;
veggio rinovellar l'aceto e 'l fiele,
e tra vivi ladroni esser anciso.

CANTO XXIX
Questi ostendali in dietro eran maggiori
che la mia vista; e, quanto a mio avviso,
diece passi distavan quei di fori.
Sotto così bel ciel com' io diviso,
ventiquattro seniori, a due a due,
coronati venien di fiordaliso.
Tutti cantavan: «Benedicta tue
ne le figlie d'Adamo, e benedette
sieno in etterno le bellezze tue!».
Poscia che i fiori e l'altre fresche erbette
a rimpetto di me da l'altra sponda
libere fuor da quelle genti elette,
sì come luce luce in ciel seconda,
vennero appresso lor quattro animali,
coronati ciascun di verde fronda.
Bibliografia: 
" Purgatorio " di D.A., Firenze 1320.

giovedì 3 novembre 2016

Step 10: un colore emblematico

Che cos'è un "brand"?

Il "brand" è un nome, un termine, un simbolo o una combinazioni di questi per identificare un prodotto o un servizio. Il "brand" comunica un' idea del prodotto, è il mezzo di comunicazione con i consumatori.

È quindi chiaro che la scelta del colore è molto importante per la comunicazione pubblicitaria. Il colore, infatti, è un mezzo psicologico per influenzare i potenziali consumatori. Marchio e colore sono collegati nell'ottica di trasmettere il significato e il messaggio senza parole.

Il blu negli spot pubblicitari ha una caratteristica bipolare, ossia ha un effetto positivo e uno negativo, a seconda di come lo si utilizza. Da una parte rappresenta la solitudine, la tristezza e la depressione. Dall'altra: saggezza, fiducia e lealtà.

Dove si piò trovare il blu fiordaliso all'interno di un "brand"?
Ecco cosa ho trovato:

Un altro emblema in cui compare il blu fiordaliso è lo stemma dell'Estonia:




Curiosità:
Perché facebook ha il logo blu? Ecco qui la risposta:
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2014-02-04/10-anni-facebook-oltre-6mila-dipendenti-083139.shtml?uuid=ABERbKu#navigation

sabato 29 ottobre 2016

Step 9: Abecedario

1. A: Asteraceae (famiglia di appartenenza del Fiordaliso)

2. B: Blu Monday

5. E: Estonia (stemma)

6. F: Fiordaliso

7. G: Giallo (colore complementare al blu)

8. H: Homer e i suoi pantaloni


9. I: Iznik (maioliche)


10. L: Lapislazzuli


12. N: Nato (logo)


13. O: Occhio di Allah

14. P: Porta di Ishtar

15. Q: Quarzo blu

17. S: Ségetis (derivazione latina di segetum)

18. T: Tavolo Abyss

19. U: Urano

20. V: Vaso di fiori con fiordalisi e papaveri di Vincent Van Gogh

21. Z: Zoe Saldana che ha interpretato Neytiri nel film Avatar

Step 8: I modi di dire e i proverbi

Dopo la traduzione del colore in (quasi) tutte le lingue del mondo, passiamo ora alla tradizione. Questa volta però prenderò in esame il blu, che come già detto è il colore che più si avvicina al blu fiordaliso.

Che connessione c'è tra il blu e la tradizione popolare?

In Liguria, si dice:
"Dà u blö"
che significa: dare il blu. 
Indica una persona che rompe un rapporto sentimentale, o di lavoro. Il detto deriva dall'ultimo atto del bucato, quando a fine del lavaggio i panni si ponevano in una bacinella nella quale veniva sciolto il türchinetu per renderli più bianchi.

In Piemonte invece:
"El ciel l’é bleu, la luna é russa, l’amour pagà a val nen na’ cussa."
che significa: il cielo è blu, la luna è rossa, l’amore pagato non vale una zucca.

Ho trovato anche dei modi di dire:

Avere una fifa blu - Avere molta paura
Avere il sangue blu - Essere nobili

E per quanto riguarda le tradizioni?
"Something old, something new.
Something borrowed, something blue.
And a silver sixpence in your shoe."
significato:
qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo.
Qualcosa di prestato, qualcosa di blu.
E una moneta da sei pence nella scarpa.

Questa usanza nasce nell'antico Israele, dove le spose indossavano una banda blu a simboleggiare la purezza, l’amore e fedeltà. Oggi, la pratica si è limitata ad indossare qualcosa di blu, ma significa ancora fedeltà ed amore duraturo. In antichità le spose vestivano di blu, ma con il tempo si è arrivati ad avere anche solo un dettaglio di questo colore, sufficiente a ricordare i valori che il blu rappresentava.


E per quanto riguarda il rapporto tra il blu e la scaramanzia?

Non bastano i cambiamenti climatici che portano sole a picco quando dovrebbero esserci nubi, neve e bufere. Il terzo lunedì di gennaio, da almeno dieci anni è ufficialmente il giorno più triste dell'anno. Viene chiamato Blue Monday.

Qui si può trovare come sopravvivere in questo giorno: http://www.huffingtonpost.it/2016/01/18/blue-monday-giorno-piu-triste_n_9007114.html


Cambiando secolo, ho trovato come il blu influiva nella vita dei popoli antichi.
Nell' antico Egitto veniva usato nell' ambito funerario. Ne è un esempio la raffigurazione di figure sacre come quella di Osiride, oppure la tomba di Tutankhamon.
I Greci invece utilizzavano per rappresentare i demoni tellurici e marini. 
Questa tonalità invece non fu molto amata dai Romani, infatti era il colore degli indumenti dei Barbari e dei Britannici.

In Tunisia le porte si differenziano per i colori, ognuno dei quali assume un significato particolare. I colori dominanti sono il verde e il giallo ocra. Nel Corano il giallo è detto essere un bel colore amato da Dio; mentre il verde è il colore del Paradiso. Quindi avere una porta con questi colori significherebbe la speranza di poter accedere in futuro al Paradiso al cospetto di Dio.
Il colore blu è stato introdotto solo in tempi recenti, ne è un esempio il “blu di Sidi Bou Said”, il villaggio a nord di Tunisi, che ha ispirato tanti artisti.

Soltanto all'inizio del secolo il blu incominciò ad essere apprezzato ed introdotto in Tunisia, per l’azione del barone d’Erlanger. Fino a quel momento era stato il colore più rinnegato da tutto il mondo arabo, perché associato alla catastrofe: moussiba zarka (la catastrofe blu). Identificata per una situazione catastrofica e devastante. Ma questa tradizione ora è rimasta solo nei detti popolari, tanto che il blu ora è un altro dei colori dominanti nelle finestre nei muri, nelle case della medina tunisina.


Curiosità:
come viene usato il blu nelle definizioni di un cruciverba?

Le "tute blu" di un'azienda = operai
Anche quello blu è rosso = sangue
Fiore blu-violetto = ireos
Quella "in blu" è di Gershwin = rapsodia


martedì 25 ottobre 2016

Step 7: Palette nel cinema

Con questo post ho voluto evidenziare l'importanza dei colori nel mondo del cinema. In particolare, il grafico e illustratore Hyo Taek Kim ha riassunto in dieci strisce i colori predominanti dei più famosi cartoni animati Disney.
In evidenza il blu fiordaliso all' interno di queste palette:


Hyo Taek Kim ha anche riassunto alcuni famosi film del registra hayao Miyazaki. Qui un esempio: 


Per quanto riguarda il blu all'interno dei titoli si può trovare ad esempio in:

Avatar (2009)

I Puffi (2011)




Curiosità:
il blu è uno dei colori più diffusi e apprezzati nel mondo del cinema, viene associato da un numero elevatissimo di sfumature diverse.
Tim Burton nel film Batman del 1989, sceglie il blu per caratterizzare Gotham City. Caratteristica peculiare di questa città prima dell' intervento di Batman era il "malaffare".
Il blu, simbolo di pace, di serenità e di calma viene contrapposto nel film alla raffigurazione di una città totalmente allo sbando.


Tante altre palette possono essere trovate qui:
http://moviesincolor.com/
http://film-palettes.tumblr.com/
http://www.ilpost.it/2015/03/15/miyazaki-palette-colori/

Step 6: l'influenza del blu fiordaliso nella scienza

Non avendo trovato informazioni legate al blu fiordaliso tratterò come colore il blu (generico) influisca all'interno della scienza.
Il colore blu ha un ruolo importante nell'ambito della fisica essendo presente nello spettro della luce.

Per prima cosa si deve definire la luce solare, la quale è composta da una lunghezza d'onda variabile da 380 nm ai 780 nm e comprende quindi le onde elettromagnetiche che riguardano la porzione del visibile dello spettro.

In particolare cercherò di rispondere alla seguente domanda: perché il cielo è blu?
La risposta risiede nel cosiddetto scattering di Rayleigh, fenomeno che consiste nella diffusione (senza perdita di energia) di un'onda luminosa ed è provocato da particelle piccole rispetto alla lunghezza d'onda (designata dalla lettera greca lambda, λ) della radiazione incidente.
Il fenomeno avviene quando la luce attraversa un mezzo sostanzialmente trasparente, soprattutto gas e liquidi In particolare avviene per le radiazioni che hanno una più bassa energia dell'intensità di legame dell'elettrone con l'atomo, questa condizione fa in modo che l'energia dei fotoni dei raggi incidenti non cambia. Poiché la diffusione è elastica, la radiazione diffusa ha la stessa frequenza e lunghezza d'onda e quindi la stessa energia di quella incidente.



Il motivo principale per cui il cielo appare di colore azzurro è quindi lo scattering di Rayleigh della lunghezza d'onda corrispondente al blu dello spettro della luce solare da parte delle molecole dell'aria.
L'elevata dipendenza della diffusione dall'inverso della lunghezza d'onda (in particolare dalla quarta potenza), implica che la luce blu viene diffusa molto di più della luce rossa.

In atmosfera i fotoni corrispondenti al blu vengono diffusi quando l'onda attraversa il cielo, per questo motivo si può vedere la luce blu arrivare da tutte le regioni del cielo mentre gli altri fotoni derivano più direttamente dal sole.

A questo punto risulta naturale chiedersi il motivo per cui il cielo è blu anziché viola poiché, in accordo con la legge di Rayleigh e della dipendenza inversa con la quarta potenza della lunghezza d'onda, sarebbe naturale aspettarsi un cielo di questo colore. Uno dei fattori è dato dal fatto che l'occhio umano risulta essere più sensibile alla lunghezza d'onda corrispondente alla luce blu anziché a quella viola avendo dei fotorecettori che possiedono una sensibilità maggiore per questa tonalità. Inoltre la luce che proviene dal sole è composta da un maggior numero di fotoni della lunghezza d'onda del blu piuttosto che del viola. Il colore "celeste" deriva quindi dalla sovrapposizione dei colori che arrivano dal cielo, soprattutto viola, blu e, in parte minore, verde.

Curiosità:
tra gli artisti che hanno sfruttato questo fenomeno, anche se inconsciamente, si può nominare Claude Monet. Il pittore ha immortalato la cattedrale di Rouen nei vari momenti della giornata cercando di cogliere i diversi colori che si riflettevano sulla facciata nelle varie ore.
In particolare si può notare la presenza del colore blu tra le varie immagini.